BANDA SOCIALE DI CIVEZZANO

BANDA SOCIALE DI CIVEZZANO
Direttore: ALBERTO PEDROTTI
Presidente: LESSI LUCIA
Indirizzo: VIA DEGASPERI, 4
38045 CIVEZZANO
Telefono: 0461858554
EMail: lucia.lessi@hotmail.it
Web:

La storia
La Banda Sociale di Civezzano nasce nel 1909 sotto la guida del suo primo presidente Filippo Graff (l’allora capocomune) e del suo primo maestro Giovanni Serra (già direttore del complesso di Pergine). A lui si deve il primo arrangiamento, nel 1912, dell'inno a Civezzano. Lo spunto fu ricavato da un vecchio testo di G.B. Sartori, musicato poi da B. Lunelli di Civezzano. In questi anni la banda conta circa 20 elementi.
Quella della Banda Sociale di Civezzano è un'esistenza ricca di episodi e traversie, che la vedono passare attraverso periodi di divisioni e di latitanza, complici ovviamente anche gli avvenimenti storici. Infatti, l’attività della Banda Sociale conosce tre pause.
La prima interruzione forzata delle attività è legata alla Prima Guerra Mondiale. Si riprende al termine del conflitto con il presidente Cav. Giovanni Bampi e il maestro Giovanni Serra.
Nel 1926 una scissione porta al formarsi di due bande: una legata al regime fascista, l'altra cosiddetta del popolo. E a questo punto l'attività musicale assume aspetti quantomeno singolari. In occasione delle festività, infatti, i due gruppi si esibivano simultaneamente: il primo nella piazza del paese, l'altro nei giardini di cittadini compiacenti.
La seconda interruzione coincide con la Seconda Guerra Mondiale. Si giunge così al 16 febbraio 1946. In tale data, la Fanfara Sociale e la Banda Sociale, che fino ad allora avevano convissuto sul territorio, ratificano la loro fusione e costituiscono la nuova Banda Sociale di Civezzano. Le file della nuova banda sono composta da 26 elementi che ben presto vengono irrobustite da un nutrito numero di allievi. Alla presidenza troviamo Angelo Pontalti; alla direzione si susseguono i maestri Giovanni Fronza, Guido Dorigoni, Bicirillo Baraccai, Fumai e Bortolotti.
Nel 1950 viene rinnovato il direttivo con il presidente Dario Bampi e comincia l'era del maestro Mario Veronesi, che si conclude nel 1959 con la morte dello stesso. In questo anno l’attività della banda sociale conosce un terzo arresto a causa della morte del maestro e, nello stesso anno, del presidente.
Solo nel 1964 sotto la presidenza di Bruno Broch, e la guida del maestro Luciano Caldonazzi, il Corpo bandistico sociale di Civezzano viene ricostituito e contemporaneamente iscritto alla Federazione dei Corpi bandistici della Provincia di Trento. L’attività prosegue, fino al 29 novembre del 1973. È in quella data che, purtroppo, considerate le difficoltà l’attività viene nuovamente sospesa, pur assicurando la presenza di un gruppo di suonatori ai momenti comunitari, come le processioni del Rosario o del Corpus Domini.
L’attesa rinascita, avviene domenica 23 dicembre 1990, è firmata dal nuovo presidente Giovanni Bampi e porta alla direzione il maestro Gianni Moser. Sono anni di grandi sacrifici che avviano la Banda Sociale di Civezzano al graduale rinnovo degli strumenti in dotazione e ad un cambio di look con la nuova divisa e lo stemma che tutt’oggi la contraddistinge. Nuova linfa arriva anche dai giovani consolidati nella musica dai corsi nel frattempo avviati in collaborazione con la Federazione dei Corpi Bandistici del Trentino.
Con la presidenza, dal 1995 al 2002, di Giuseppe Leonardi si giunge a coronare con successo la lunga attesa per una nuova sede sociale, finalmente definitiva. È la “Casa della Musica” realizzata con la ristrutturazione dell’edificio comunale, già caseificio, in via Degasperi.
A rilevare Gianni Moser, nel 1996, arriva il maestro Michele Cont. In questi anni il complesso strumentale conosce una continua e costante crescita tecnica che rende possibile il cimentarsi in composizioni musicali di grande valore e conseguente rinnovo del repertorio. Rinnovata è anche la presidenza, che dal 2003 è affidata a Silvano Pontalti. La qualità musicale del complesso si evolve ulteriormente: da ricordare la bella esibizione del 16 settembre 2003, per la rassegna di classificazione bandistica, che lo porta nella Seconda categoria.
In questi anni si lavora molto anche sulla formazione dei giovani, attraverso corsi di teoria e strumento tenuti da insegnanti delle scuole musicali. Giornate di avvicinamento alla musica e alla realtà della Banda vengono proposte regolarmente nelle scuole elementari e medie del Comune.
Questa nuova “filosofia” di puntare tanto sui giovani, porta nel 2003 all’esordio della cosiddetta “Bandina”, che diventerà dal 2005, la “Banda giovanile di Civezzano e Fornace” in ossequio ai suoi componenti provenienti da queste due Comunità. Questa formazione è guidata inizialmente dal maestro Stefano Leonardi a cui succede la maestra Miriam Lancerin.
Nel 2008 il maestro Michele Cont lascia l’incarico e a sostituirlo arriva il maestro Maurizio Bailoni. Il terreno è fertile e permette di proseguire sulla strada della bontà dell’offerta musicale con nuovi brani di impegno elevato. I risultati si sono potuti apprezzare fin da subito nel corso degli impegni per i primi cento anni di vita della Banda Sociale di Civezzano festeggiati nel 2009 e si continuano ad apprezzare negli appuntamenti annuali più importanti quali i concerti di Primavera e Natale, la tradizionale “sveglia” di Ferragosto e gli appuntamenti religiosi della Comunità.
Nel 2010 il direttivo si rinnova e viene eletta presidente Lucia Lessi. Nel corso del primo anno l'impegno del nuovo direttivo è stato quello di portare avanti il disegno musicale e artistico avviato dal direttivo precedente sia per quanto riguarda l'attività della banda che della bandina. Un notevole sforzo è stato profuso per il rinnovo delle divise.
Ad oggi la banda conta circa quaranta suonatori e 20 sono gli elementi che compongono la bandina.

La divisa storica
La divisa della Banda Sociale di Civezzano è stata rinnovata ad opera del direttivo nel corso del 2010 ed è stata presentata alla comunità in occasione del Concerto di Capodanno tenutosi il 02 gennaio 2011.
Il progetto di rivisitazione delle divise della Banda Sociale di Civezzano si è inserito in un contesto di valorizzazione del territorio e del suo sviluppo socio-culturale, ambientale ed economico, ricollegandosi alla finalità proprie dell’Ecomuseo dell’Argentario. Ecomuseo ha infatti oggi il significato di strumento pattizio con cui la nostra Comunità ha inteso prendersi cura della propria realtà ponendo particolare attenzione all’ambiente, alla cultura, alla storia ed alle tradizioni locali, creando sinergie con il comparto turistico-economico in un’ottica di sviluppo sostenibile.
Il Monte Calisio o Monte Argentario racchiude in se una storia millenaria, un percorso nello spazio e nel tempo, che parte dai primi insediamenti preistorici (sito preistorico del Riparo Gaban), ai siti romani (antico tracciato della Via Imperiale Claudia Augusta Altinate) per proseguire poi con le attività che a partire dal Medioevo hanno sfruttato in maniera sistematica le sue risorse naturali. Dalle miniere d’argento scavate in verticale (cadini) e in orizzontale (canope) dagli antichi minatori di origine germanica (canopi o Knappen), insediatisi in zona in epoca medioevale, si passa infatti alle cave di pietra calcarea in località Pila di Villamontagna con la quale, soprattutto in epoca rinascimentale, è stata costruita la città di Trento. In epoca moderna si è poi assistito alla riapertura delle vecchie miniere d’argento per estrarre la barite. Attualmente sono ancora operanti le cave di porfido nei Comuni limitrofi di Albiano e Fornace.
L’Ecomuseo dell’Argentario ha voluto inserirsi proprio su questo filone minerario, facendone suo elemento fondamentale ed utilizzando quale logo proprio quegli attrezzi dei minatori (punta e mazzetta) che nel corso dei secoli sono diventati il simbolo dell’industria mineraria.
I costumi, che la Banda Sociale di Civezzano intende proporre, richiamano da un lato i costumi popolari descritti negli acquerelli del Von Lutterotti per il “Landgericht” di Civezzano, ancorché rivisitati in chiave più moderna e funzionale. Dall’altro, riportando accanto allo stemma della Banda il logo dei minatori, sottolineano in maniera decisa la consapevolezza di vivere in un luogo disseminato di tracce importanti ed affascinanti, legate ad un paesaggio modificato nel corso dei secoli dalle attività umane connesse all’attività mineraria.
Il costume maschile è sobrio, realizzato in fustagno rigato diagonale, grigio antracite , nero per contrasto con bottoni in metallo. Il collo della giacca è a listino alto con rever fermato da bottone. I pantaloni hanno taglio classico. La camicia è a manica lunga con collo alla coreana, il gilet è in tessuto damascato rosso con bottoni in metallo. La giacca ed il gilet presentano lo stemma della banda accanto allo stemma dei minatori ricamato in argento su fondo nero. Completa il costume un cilindro nero a tese medie.
Il costume femminile, delicato e particolareggiato, presenta una gonna ampia con pieghe sciolte in vita, lunghezza sotto il polpaccio, di tessuto flanella lana, colore rosso scuro. Il corpetto è aderente con allacciatura davanti con bottoni e chiusura a soffietto dietro, con stringa in colore contrasto. La giacca è aderente con girocollo profilato contrasto colore rosso, la manica è ampia al colmo con pieghine. Sulla spalla del corpetto e sulla manica della giacca è ben visibile il logo della banda e lo stemma dei minatori ricamato argento su sfondo nero.
La Banda sociale di Civezzano, con i suoi cento anni di storia appena compiuti, si pone quindi non solo come elemento di socializzazione e di solidarietà di una comunità che si racconta, ma anche come strumento visibile di promozione del nostro territorio e della nostra cultura. E’ in questo contesto che si inserisce il senso della ricerca storica che ha portato alla definizione dei costumi proposti. Un’enfatizzazione dei richiami al passato di una cultura che anche attraverso l’aggregazione sociale e il volontariato, valorizza il nostro territorio e definisce il nostro futuro.